Luigi Natoli (1857-1941)

mercoledì 30 dicembre 2009

Nato a Palermo in un periodo particolarmente agitato, il piccolo Luigi, all'età di soli tre anni, non poteva certo sapere che indossare una camicia rossa lo potesse far spedire direttamente in galera. Ma così fu per colpa di una madre invasata e scellerata che, in onor di Garibaldi, accolse i Mille con un ardore talmente ardente da ardere tutta la famiglia. Le guardie borboniche, infatti, non gradirono ed eseguirono. La Vicaria li accolse come ha sempre accolto, ed accoglie ancor oggi, i suoi figli migliori e la galera segnò per sempre la sua idea di libertà e di legami parentali.
Il tempo libero, invero, favorì i suoi studi classici ed il futuro del giovane sembrava chiuso tra le pareti di un'aula scolastica. Ma la sua vocazione letteraria lo salvò da un triste destino d'insegnante: stanco di una vita da precario della Lingua Italiana, anticipò la fuga di cervelli portando il suo lontano dalla Sicilia e diventando uno scrittore di successo del genere nazional-popolare da somministrare a piccole dosi.
Vent'anni dopo, come direbbe Dumas padre, la faccenda dell'Unità d'Italia gli sviluppò talmente bene il senso dell'umorismo che il "Capitan Fracassa", predecessore illustre della nostra "Vucciria", lo vide redattore protagonista coi suoi lazzi, frizzi e sgriribizzi satirici.
Anche a quei tempi il "Giornale di Sicilia" pubblicava romanzi a puntate sulle vicende dei Governatori dell'Isola e così il nostro conquistò infine il culmine della notorietà con una inverosimile storia di gente dedita a combattere le ingiustizie, cosa che dalle nostre parti non si è mai vista. E se qualcuno ci ha provato ha fatto pure una gran brutta fine.
Ma la finzione è l'anima del romanzo e se la vita è un sogno i sogni aiutano a vivere, come direbbe a tarda sera un celeberrimo idiota contemporaneo. [Patorno]

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"Babbo" Natale (1520 ca. - ?)

lunedì 21 dicembre 2009

Babbo Natale è una figura mitica presente nel folclore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito la sera della vigilia di Natale. Si è soliti far risalire l'origine della leggenda alla figura storica di San Nicola, dal quale deriverebbe la versione americana di Santa Claus. Recentemente però un'equipe di studiosi del Dipartimento di Studi Antropologici e Regionali dell'Università di Canicattì (AG), capeggiata dal noto antropologo americano Ebenezer Scrooge, ha fortemente messo in discussione questa teoria anche grazie a nuove - importanti - scoperte. In pratica, Babbo Natale sarebbe siciliano! Negli archivi della Chiesa Maggiore di Bagheria è stato ritrovato, infatti, un documento che attesterebbe l'esistenza di un tale Natale Clausi, personaggio vissuto nella seconda metà del IV secolo. La leggenda vuole che il Clausi fosse considerato, in quello che all'epoca era solo un borgo alle porte di Palermo, lo scemo del villaggio. Questa nomea gli era dovuta a causa del suo strano atteggiamento nei confronti dei compaesani enon solo. Pare infatti che amasse vestirsi con pesanti abiti di lana, anche in piena estate, tutit colorati di bianco e rosso. Ma la sua caratteristica più importante era, sempre secondo la vulgata, l'eccessiva bontà d'animo. Caratteristica che, in un'epoca di turbolenze e politicamente instabile come quella, risultava particolarmente curiosa agli occhi dei suoi compaesani. Pare che Natale Clausi amasse intrufolarsi, nottetempo, nelle case degli abitanti di Bagheria e lasciare loro un piccolo dono come testimonianza del suo incondizionato amore per l'umanità tutta. Cosa che, a quanto pare, diventava ancora più ossessiva nel periodo più vicino alla fine dell'anno. Per questo fu sbeffeggiato e messo all'indice dalla cittadinanza e dalle autorità. Si dice che il borgomastro di Bagheria, ogni volta che lo incontrava per strada, amasse appellarlo così: "Senti Clausi, PRRRRRR...!" Da questa locuzione, storpiata poi nel linguaggio moderno, deriverebbe il nome americano di Santa Claus. [Nella foto una pagina della Gazzetta di Bagheria del Dicembre 1825 che riproduce un disegno di "Babbo" Natale Clausi- foto ANSIA]

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Marcello Dell'Utri (1941-?)

giovedì 10 dicembre 2009

Confessiamo subito di non conoscere il Dell'Utri, se non per sentito dire.

Presupponiamo che sia un onest'uomo, altrimenti non sarebbe arrivato dov'è arrivato... Però non possiamo dire che nel 1964, a 23 anni, abbia lavorato come segretario per Berlusconi, che all'epoca sponsorizzava il Torrescalla, piccola squadra di calcio di cui il nostro era allenatore. Proprio perché non lo conosciamo, né mai l'abbiamo conosciuto. Nè possiamo assicurarvi che sia tornato a Palermo nel 1967, dove si dice che avesse operato di nuovo come direttore sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo. Dicono che fu durante questa esperienza che conobbe Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, sportivi di talento appartnenti a un piccolo club cittadino denominato Cosa Nostra. Non possiamo dunque ribadire che, fatta una breve ma veloce carriera presso un istituto bancario ora scomparso, nel 1974 sia tornato a Milano per lavorare presso l'Edilnord, su diretta richiesta di Silvio Berlusconi, là svolgendo anche la mansione di segretario. Nè possiamo affermare che abbia seguito, in particolare, i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore dopo che Berlusconi l'ha acquistata - ad un prezzo di favore - dalla marchesina Annamaria Casati Stampa (di cui Cesare Previti era il tutore legale). E di certo non ci sentiamo di dire, perché non ne conosciamo i fatti, che il 7 luglio di quell'anno abbia portato, nella villa di Arcore, il Vittorio Mangano di cui sopra. Il quale, secondo il Tribunale di Palermo, venne assunto da Berlusconi come responsabile per evitare che i familiari dell'imprenditore fossero vittima di sequestro di persona (e non come stalliere, come più volte affermato). Non pretendiamo di poter dire - sempre perché all'oscuro di ogni singolo avvenimento - che, nel 1977, il Dell'Utri si sia dimesso dalla Edilnord per essere poi assunto alla Inim di Rapisarda. Società della quale si disse che avesse relazioni con personalità di spicco della mafia (quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana).
Alcuni malintenzionati affermerebbero poi - ma noi smentiamo, anche se non ne conosciamo i fatti - che il 19 aprile di quello stesso anno sia a Londra, dove pare abbia partecipato al matrimonio di Girolamo Maria Fauci, più comunemente chiamato Jimmy Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada. Ma non possiamo nemmeno ribadire che nel 1982 abbia iniziato come dirigente la sua attività in Publitalia '80, la società per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, società della quale si dice sia poi diventato Presidente e Amministratore Delegato. Dicono le malelingue che, un anno dopo nel 1983, nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro la mafia dei casinò, fosse stato trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo. E che quindi, ma non ne capiamo la consecutio, sia stato promosso l'anno dopo ad amministratore delegato del gruppo Fininvest. L'infame Vincenzo Garraffa, ex senatore del Partito Repubblicano Italiano e presidente della Pallacanestro Trapani, afferma in seguito di aver ricevuto - all'inizio del 1992 - la visita del boss trapanese Vincenzo Virga. L'infamone sostiene che questo Virga abbia detto: «Mi manda Dell'Utri» mentre veniva a riscuotere un presunto credito in nero preteso dal nostro Dell'Utri. Mah?!?...
Ma noi siamo certi della sua santità e non ci sentiamo di poter affermare, quindi che nel 1993 abbia fondato Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, lasciando la carica di presidente di Publitalia '80. Nè che nel 1996 sia stato eletto deputato al Parlamento nazionale. Figurarsi poi se possiamo confermare mai che nel 1995 venne arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia '80 o che, nel gennaio 1996 mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, il Dell'Utri sia diventato deputato di Forza Italia in Parlamento. Oppure ancora che nel 1999 sia stato condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. O che, come molti vorrebbero che facessimo, l'11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo lo abbia condannato a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, a due anni di libertà vigilata, oltre che all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. E che nel testo che motiva la sentenza si legga: «La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici.»
Non ci sentiamo di affermare con certezza (se non conosciamo i fatti...) che sia mai stato presidente della Fondazione Biblioteca di via Senato e della Fondazione Il Circolo del Buon Governo. O, altrimenti, che nel 2002 abbia mai fondato il settimanale di cultura Il Domenicale, direttore Angelo Crespi, di cui è tuttora l'editore. Oppure, peggio ancora!, che l'8 febbraio 2007 Letizia Moratti, sindaco di Milano, lo abbia nominato direttore artistico del prestigioso Teatro Lirico, provocando le proteste inferocite di Vittorio Sgarbi. Nè tanto meno che il 10 settembre 2007 sia entrato nel consiglio d'amministrazione del gruppo editoriale E Polis, che pubblica 15 quotidiani free-press in tutta Italia e sia poi diventato presidente della concessionaria di pubblicità, denominata Publiepolis spa. O che, nel febbraio 2008 dopo appena cinque mesi, si sia dimesso in maniera irrevocabile da entrambi gli incarichi.
Forse siamo in grado di poter affermare che, nel 2007, sia stato il senatore più assente: 673 assenze su 1637 (41,1%)?!? Oppure che sia mai stato il fondatore del Circolo dell'Utri di Milano presso il quale ospita numerosi convegni culturali? Oppure ancora che, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008 - in un'intervista rilasciata a Klaus Davi - abbia mai affermato che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché «mentre era in carcere (dal 1995 al 2000 - anno di morte Ndr), avrebbe rifiutato - nonostante ripetute pressioni - di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione»?!? Possiamo invece affermare, perché ce lo ha confidato anche s enon lo abbiamo mai conosciuto, che non ha mai nascosto le sue simpatie per il regime del ventennio fascista e all'inizio del maggio 2009, in un'intervista al giornalista Klaus Davi, ha dichiarato che Mussolini è stato un dittatore troppo buono per riuscire a vincere la guerra. «Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin.»
Noi, infine, possiamo solo affermare che Marcello Dell'Utri passerà alla storia!
Oppure verrà santificato...
[testo a cura dei f.lli Graviano]
[foto Albo]

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Angelino Alfano (1970- ?)

giovedì 26 novembre 2009

Causa prevista introduzione processo breve [stop] anche questa scheda sarà breve [stop] Angelino Alfano nasce ad Agrigento [stop] e ancora se lo ricordano [stop] Laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano [stop] si distingue bne presto per le sue doti [stop] quali ancora non si sa [stop] Democristiano da sempre [stop] ha pensato bene di sposare poi la causa di Forza Italia [stop] dimostrando grande coerenza [stop] Dal 2005 è coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia [stop] tradendo il suo mentore, Micciché [stop] aiutando il vecchio amico Cuffaro [stop] perché gli amici non si tradiscono mai [stop] Diventa ben presto, però, il pupillo di Sua Emittenza, Silvio Berlusconi [stop] Tanto che, l'8 maggio 2008, viene nominato Ministro della Giustizia [stop] E ancora oggi ce lo ricordiamo bene [stop] Attualmente risulta indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio [stop] Ma le sue geniali intuizioni legislative lo aiuteranno a risolvere ogni pendenza giudiziaria [stop] Il lodo che passerà alla storia col suo nome [stop] unico nel panorama europeo, prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello stato [stop] per l'intera durata del loro mandato [stop] E meno male che qualcuno [stop] dei pazzi sicuramente [stop] lo ha dichiarato incostituzionale [stop] Anche perché [stop] nel 2002, La Repubblica [stop] noto giornale scandalistico della capitale [stop] rende conto della presenza di Alfano al matrimonio della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001 [stop] Con tanto di video amatoriale della festa [stop] ad accertare la cosa [stop] Alfano avrebbe dichiarato a sua difesa [stop] "Credevo di essere su Scherzi a Parte. Sapete quanto è burlone il mio amato presidente..." [stop] Nell'ottobre del 2009 il pentito di mafia Ignazio Gagliardo [stop] lo ha accusato di aver chiesto aiuti elettorali alla mafia [stop] Accusa prontamente rintuzzata dallo stesso ministro [stop] con queste audaci parole [stop] "E che fa? Se un amico ha bisogno gli dici di no?" [stop] Passerà alla storia [stop] e quel giorno saremo tutti un po' più contenti [stop] (La foto è una gentile concessione di Artefatti)

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Raffaele Lombardo (1950-2009)

sabato 14 novembre 2009

Noto calciatore catanese. Ha militato per svariati anni nei campionati cosiddetti politici regionali prima e nazionali poi, occupando quasi sempre il ruolo di regista occulto.
Ha esordito nel lontano 1977 nelle fila delle giovanili della più forte squadra di allora: la Democrazia Cristiana. Qui ha fatto tutta la carriera possibile e immaginabile: da magazziniere a tesoriere nel giro di un ventennio scarso. Quando la squadra, per motivi squisitamente giudiziari (un fallimento improvviso della proprietà), si sciolse, Lombardo contribuì attivamente alla nascita della poco nota CCD (vedi scheda sotto) e della più famosa UDC. Militando, in entrambi i casi, non soltanto nei campionati regionali ma anche in quelli nazionali. Con alcune presenze anche nelle Coppe Europee.

Negli anni Novanta fu al centro di alcune querelle giudiziare. Si parlò di combine e di compra-vendita di partite. Non si è mai saputo l'esatto sviluppo della vicenda: pare che il nostro si fosse appropriato di ingenti somme di denaro, frutto degli incassi stagionali e di varie operazioni illecite durante l'arco di alcuni campionati regionali. Fu dapprima condannato alla radiazione a vita da tutti i campionati nazionali ed esteri, salvo poi essere definitivamente assolto in appello dalla Corte Federale.

Nel 2005, stanco di essere preso sotto gamba dalla dirigenza della società che lui stesso aveva aiutato a fondare, decise di mettersi in proprio. Fondò così l'MPA (Movimento Popolare per le Autonomie), squadra della fu ed è presidente unico, dirigente massimo, giocatore e magazziniere.
Con questa sua nuova creatura si è tolto le maggiori soddisfazioni possibili arrivando perfino a disputare un Campionato Europeo per Club, giocando insieme alla compagine del Nord Italia (La LEGA) capitanata dal mitico funambolo padano Umberto Bossi. Grazie ai successi ottenuti con questa compagine, Lombardo riuscì ad arrivare - in tempi brevissimi - ai massimi livelli dirigenziali della Federazione Regionale Siciliana di Sport Politici (FRSSP). Ne fu eletto presidente, con un gran consenso di voti, il 14 aprile del 2008.

La sua presidenza è stata una delle più tormentate e, ahilui!, anche una delle più brevi della storia della FRSSP. Lombardo infatti fu costretto ad abbandonare la presidenza nel novembre del 2009, dopo aver fatto fuori politicamente una lunga serie di avversari storici ed ex-amici quali Totò Cuffaro e tutta la corrente ex-democristiana a lui facente capo.

Passerà alla storia per... Ehm, passerà alla storia per...
Mmmm... Ma siamo sicuri che passerà alla storia?!?

La sua carriera:
1977-1994 Democrazia Cristiana (dalle giovanili alla serie regionale)
1995-2002 Centro Cristiano Democratico (Serie regionale)

2002-2005 Unione Di Centro (dalla serie regionale alla Serie A)
2005-2009 Movimento Popolare per l'Autonomia (Serie A; Campionato Europeo per Club)

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Il Cannolo (900 d.C. - ?)

mercoledì 4 novembre 2009

Il cannolo è una delle specialità più conosciute della pasticceria siciliana. Dal latino canna, al singolare significa - letteralmente - piccolo tubo. I cannoli venivano originariamente preparati in occasione del carnevale e pare che la loro storia risalga addirittura al mitico harem di Caltanissetta. Col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità ed ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell'arte pasticcera italiana nel mondo.
Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scorza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4-5 cm) ed un ripieno a base di ricotta. Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta (fatta di farina di grano tenero, vino, zucchero e strutto) che vengono arrotolati su piccoli tubi, da cui il nome, di metallo e poi fritti - tradizionalmente nello strutto - oggi anche in grassi meno costosi. Prima delle moderne leggi in materia d'igiene, la pasta veniva arrotolata su piccoli cilindri ottenuti ritagliando normali canne di fiume, che diedero così il nome al dolce. Il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata e zuccherata, ma recentemente alcune pasticcerie hanno iniziato a produrne anche con ricotta di mucca, pur meno saporita di quella ovina, con crema pasticciera o crema di cioccolato. Ci sono poi differenze locali, che prevedono l'aggiunta di pezzi di cioccolato, di canditi, di granella di pistacchi o nocciole. Il cannolo farcito viene poi spolverato di zucchero a velo. I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli; questo perché, con il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l'involucro non si impregna rimanendo croccante per più tempo.
Nella Sicilia orientale esistono le varianti alla crema e al cioccolato ma, coi tempi che corrono (la crisi, i buchi di bilancio delle varie amministrazioni locali, ecc.), è allo studio una variante cosiddetta disegnata: prendete un vostro amico e assicuratevi che sappia disegnare bene. Munitelo di fogli di carta, abbastanza resistenti, e di matite e pennarelli colorati. Ditegli dunque di desgnarvi un bel cannolo riccamente colorato. Lasciate asciugare il tutto e potrete passare così ore allegre e spensierate ricordando, con gustosa nostalgia, i bei tempi di quando i cannoli ve li potevate davvero permettere.
I cannoli hanno goduto, recentemente, di un'inasepttata popolarità internazionale grazie a Totò Cuffaro, già governatore della Regione Sicilia, quando questi li ha usati per festeggiare - in maniera discreta, occorre ricordarlo - la condanna a cinque anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento semplice ad alcuni presunti mafiosi. Del festeggiamento - discreto, ripetiamo - ne parlano tutti giornali nazionali e non, esagerando il tono. Come se un qualunque cittadino non fosse libero di festeggiare una qualsivoglia condanna. Il povero Cuffaro, altresì noto come zu Vasa Vasa (per la sua insana attitudine allo sbaciucchiamento), ha poi dovuto - pressato dalle troppe critiche seguite ai festeggiamenti - rassegnare le dimissioni dalla sua carica tanto prestigiosa.
Passerà alla storia con un nomignolo attribuitogli da una tribù di nativi americani, i Chirihua: SchankaTanka (Colui che è stato schiacciato da un cannolo selvaggio).
Oggi i bambini, guardando la foto sopra riportata (copyright fotoLobo), sono usi dire: "Talè, ma cu è du panzuni sutta 'u cannolu?!?" [Trad.: "Accipicchia, ma chi è quel pingue signore posto al di sotto del cannolo?!?"]

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Diego Cammarata (1951-2009)

domenica 1 novembre 2009

Attuale sindaco di Palermo, laureato in Giurisprudenza, è avvocato cassazionista e, credeteci, di cassazate ne ha fatte parecchio nella sua carriera politica. È stato docente di diritto dell'informazione e della comunicazione e di teoria e tecnica della promozione di immagine all'Università degli Studi di Palermo. Ancora oggi i suoi ex studenti ricordano con affetto il corso monografico da lui tenuto e intitolato "L'immagine di una città. Come conquistarla per poi riperderla in nemmeno un quinquennio". Dal 1996 al 2001 è stato coordinatore provinciale di Forza Italia, e ancora oggi ci si chiede come mai. Il 25 maggio 2001 eletto deputato nella XIV Legislatura alla Camera, dove ha fatto parte fino al 2006 della Commissione politiche dell'UE.
Il 25 novembre 2001 è stato eletto sindaco di Palermo al primo turno, con il 56,1% dei voti (anche se oggi tutti negano di averlo mai fatto): all'inizio la sua candidatura aveva creato malumori nel centro-destra e Francesco Musotto, anch'egli esponente di Forza Italia, si candidò senza successo alla carica di primo cittadino contro Cammarata. Successivamente, dopo che Musotto divenne presidente della provincia di Palermo, i dissapori tra i due si stemperarono. Nelle consultazioni del 2007 è stato rieletto sindaco di Palermo, con il 53,5% dei voti (V. sopra), nonostante la forte opposizione rappresentata da Leoluca Orlando che ha denunciato la presenza di forti brogli elettorali. Il 28 marzo 2008 sono stati arrestati due presidenti di seggio che, nelle elezioni del 2007, avrebbero falsificato - praticando lo sport più in voga durante una qualsiasi manifestazione elettorale siciliana - 580 schede favorendo una lista che appoggiava Cammarata. Nell'Ottobre 2008 vengono arrestati altre tre persone appartenenti alla lista 'Azzurri per Palermo' (io non c'ero, lo giuro!), che sosteneva il sindaco Cammarata, per aver falsificato 450 schede elettorale: un numero comunque irrilevante di schede false rispetto all'esito del voto amministrativo. Talmente irrilevante che le elezioni sono andate a buon fine lo stesso... Per Cammarata, ben inteso. Il 22 luglio 2008 è stato eletto presidente dell'ANCI in Sicilia. Nel 2009, l'Amministrazione comunale guidata da Cammarata è stata "investita", nessun ferito per fortuna, dagli scandali relativi alla precedente gestione dell'Amia, l'azienda ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, che presenta un buco di centinaia di milioni di euro, e da quello, rivelato da "Striscia la Notizia", relativo alla barca di proprietà del sindaco, che sarebbe stata "custodita" dal dipendente di un'altra ex società comunale (la Gesip), il quale l'avrebbe affittata in nero a terzi. Su entrambe le vicende la magistratura ha attualmente in corso due inchieste separate.
E' morto, politicamente, nel 2009. Il colpo di grazia gli è stato inferto da un ex-amico, tale Raffaele Lombardo, quando questi - in preda a delirio di onnipotenza - ha presentato la candidatura alle Olimpiadi del 2020 della città di Palermo. Senza nemmeno avvisarlo. E, soprattutto, quando perfino il consiglio comunale - composto per la maggior parte da amici degli amici (amici e guardati!) - gli ha sonoramente bocciato il raddoppio dell'addizionale IRPEF...
Passerà alla storia come affitta-barche.

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